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La gestione del cucciolo

In questo lungo articolo la dottoressa approfondisce alcuni importanti aspetti che riguardano i primi passi che i proprietari di animali devono conoscere, per interagire correttamente con i propri animali. Vengono sviluppate le problematiche di base ed i possibili “trucchi” da seguire per una vita felice con il proprio amico.

La gestione del cucciolo

Nei primissimi mesi di vita non sempre la convivenza con il nostro nuovo amico a quattro zampe è scevra da problematiche, in particolar modo inerenti alla semplice gestione del soggetto, soprattutto se siamo noi stessi a dover affrontare una nuova esperienza di vita.
Sarebbe, dunque, indispensabile, prima di decidere una possibile adozione, confrontarci con un medico veterinario comportamentalista in modo da comprendere fin dapprincipio come comunicare con il nostro cucciolo e dunque insegnarli le corrette regole per una serena e piacevole convivenza.
Innanzitutto si ricorda, come già ampliamente discusso nell’articolo inerente l’educazione del cucciolo, come questo non dovrebbe essere privato della compagnia della madre prima dell’8° settimana di vita, in quanto è lei stessa ad insegnare il controllo della motricità. Infatti, grazie all’applicazione di diverse misure punitive, messe in atto quando il cucciolo “esagera”, essa insegna al piccolo come comportarsi, soprattutto, in relazione alla capacità di autocontrollo del morso. È, dunque, di vitale importanza capire e riproporre al cucciolo questi patterns comportamentali in modo da perseguire anche nel futuro, quando il cucciolo sarà separato dalla sua “famiglia naturale”, un corretto “modus operandi”, facilitando la capacità di apprendimento di quest’ultimo.
Infatti, approcciare il nostro piccolo batuffolo come se fosse un bambino spesso crea una vera incoerenza comunicativa tanto grave far nascere in futuro delle incongruità relazionali ed infine, vere e proprie problematiche comportamentali. É dunque indispensabile che tutti i membri della famiglia, compresi i bambini, imparino a relazionarsi correttamente, a maggior ragione perchè un cane, soprattutto se non correttamente socializzato, potrebbe iniziare a percepire un piccolo “cucciolo di uomo” urlante ed iperattivo come una vera e propria preda e focalizzare su di esso tutti i modelli comportamentali che un sequenza predatoria comporta.
Di conseguenza bisognerebbe insegnare ai bimbi come, anche di fronte ad un cucciolo “inerme”, non devono essere prodotte urla né essere eseguiti giochi che eccitano esageratamente il cagnolino (come il “tira e molla”, la “lotta corpo a corpo” o semplicemente permettere che esso mordicchi mani e piedi dei proprietari !), in quanto, a lungo andare, si potrebbe far perdere a quest’ultimo la capacità dell’autocontrollo sul morso, di cui abbiamo già parlato.
Questi accorgimenti devono essere considerati anche dagli adulti umani che, anzi, dovrebbero anche capire come purtroppo il nostro tipo di comunicazione sia inadeguato nei confronti del cane. Infatti, mentre noi uomini ci affidiamo quasi completamente alla comunicazione verbale, i cani ancora non imparato a parlare ! Molto più importante per loro è la comunicazione para-verbale (il tono della voce, il ritmo, il timbro, ecc.) e, soprattutto, quella non verbale (ossia la percezione di un messaggio attraverso posture, segnali e gesti), le quali saranno oggetto di discussione nel corso dell’articolo.
Inoltre è da considerare come le capacità di apprendimento del piccolo sono anche e soprattutto facilitate da un processo di associazione definito di “Condizionamento Operante”, per cui ogni atto a noi gradito sarà enfatizzato grazie all’elargizione di un premio (un bocconcino, una carezza o semplicemente una parolina dolce) offerto immediatamente dopo la fine della sequenza comportamentale.
Dopo aver assimilato questi concetti siamo dunque pronti per iniziare il nostro excursus inerente alle più comuni problematiche di gestione del nostro amico

1. Come insegnare al cucciolo ad evacuare nell’ambiente esterno
Il momento migliore per iniziare ad educare un cagnolino ad eliminare le deiezioni in un luogo appropriato è tra la 7,5° e l’8, 5° settimana ossia quando esso inizia a sviluppare una preferenza per il substrato, sebbene è necessario ricordare come il completo controllo degli sfinteri sarà possibile solo a partire al 4° mese di vita. Di conseguenza sarà impensabile sperare che un cucciolo trascorra 8-10 ore senza urinare o defecare.
Sarà , dunque necessario accompagnare il cagnolino nelle sue passeggiate all’inizio almeno ogni due ore e soprattutto 15-45 minuti dopo il pasto e subito dopo un sonnellino o il gioco. Una volta fuori è importante non distrarre il piccolo e permettergli di annusare a terra in quanto questo rappresenta la fase appetita (ossia iniziale) del comportamento eliminatorio. Infine se si osserva semplicemente l’acquattamento o addirittura l’atto eliminatorio è necessario lodarlo immediatamente con un bocconcino, una carezza associata a una parola dolce (“Bravissimo, Billy”). Se il piccolo non riesce a trattenere e lo si sorprende nella fase iniziale del comportamento (ossia quando inizia ad annusare a terra od ad acquattarsi) il coglierlo di sorpresa con un secco “NO” o con un rumore forte (tipo battito di mani) può interrompere la sequenza comportamentale, ma sarà comunque necessario “fuggire” all’esterno e permettere la deiezione con lode associata.
Qualsiasi altro mezzo punitivo, soprattutto fisico e “a posteriori”, sarà inefficace a causa del mancato controllo degli sfinteri e del fatto che il tempo di associazione tra punizione e atto è molto sottile e di conseguenza difficilmente utilizzabile dai neo-proprietari.
In assenza del proprietario è opportuno confinare il cucciolo in una stanza, senza utilizzare alcun substrato per favorire l’evacuazione. Per pulire le deiezioni è necessario allontanare il cucciolo (altrimenti quest’ultimo inizierà a giocare con la carta assorbente) e detergere con acqua calda e sapone non irritante, aceto bianco o bicarbonato di sodio (evitando, dunque, l’utilizzo di ammoniaca o candeggina !), badando bene di risciacquare ed asciugare bene la zona.

2. Come insegnare il “Seduto”
L’apprendimento del “Seduto” è fondamentale al fine della gestione del cucciolo e del cane adulto. È bene chiedere al cane di eseguire questo esercizio prima di applicare il collare e il guinzaglio, prima di salire e di scendere dall’automobile, prima di ottenere la ciotola del cibo, anziché inseguirlo cercando di mettere il collare “tra una piroette e l’altra”, “insinuare” il braccio all’interno dell’abitacolo, aprendo pochi centimetri la portiera, per “acchiapparlo” al volo, oppure raccogliere il cibo sparso ovunque !
Il cucciolo inizialmente non comprende il significato di questa parola (comunicazione verbale): è solo un suono; quindi l’apprendimento del “Seduto” deve essere effettuato come si trattasse di un gioco. Il proprietario ripeterà la parola “Seduto”, mentre colloca il palmo della mano chiuso a pugno, contenete una ricompensa in cibo, sopra la testa del cucciolo. Lentamente sposterà la mano verso il treno posteriore; il cucciolo in breve tempo si siederà e otterrà immediatamente il bocconcino. Per facilitare l’apprendimento, l’esercizio deve essere effettuato quando il cucciolo è tranquillo e non, ad esempio, in occasione dell’arrivo di ospiti. L’esercizio deve essere ripetuto 1 o 2 volte al giorno.

3. Come insegnare il “Vieni”
Per facilitare l’apprendimento di questo comando, è opportuno chiamare il cucciolo quando quest’ultimo si trova al massimo a due metri di distanza dal proprietario e non mentre sta giocando con altri cani od è impegnato nell’esplorazione di un oggetto.
Il proprietario dovrà assumere una postura “bassa” (accucciato a terra con un sorriso), rivolgendo altrove lo sguardo (si ricorda come lo sguardo fisso, per un cane, rappresenta un atteggiamento di sfida !) e, battendo le mani sulle cosce, chiamerà ripetutamente il cucciolo utilizzando un tono di voce dolce ed “accattivante”. Questi accorgimenti faranno percepire al piccolo come noi siamo ben disposti nei suoi confronti diversamente da una postura “alta” (in piedi con il busto in avanti) e/o un tono “autoritario” che, rappresentando una minaccia, non faciliteranno sicuramente l’avvicinamento del piccolo. É inoltre indispensabile non “mescolare” i vari comportamenti (per esempio mostrando una postura alta ma chiamando il cagnolino con un tono autoritario) in quanto si incorrerà in un’incoerenza comunicativa che comunque non permette l’apprendimento. Infine, appena il cucciolo si avvicina al proprietario, quest’ultimo deve ricompensarlo con un bocconcino, una carezza e/o una lode, anche se il cucciolo arrivasse dopo 5 minuti. È opportuno ricordare che il cibo non deve essere utilizzato come un’esca (“Se vieni te lo do”), ma come ricompensa al termine dell’azione desiderata.
Se il cucciolo tardasse a rispondere al richiamo, è necessario non punirlo: il cucciolo assocerà il “Vieni” ad un’esperienza negativa e per riuscire a prenderlo il proprietario dovrà “afferrarlo al volo”, in quanto il cane si terrà ad una distanza di sicurezza ed in futuro sarà impossibile riprenderlo. È inoltre opportuno eseguire l’esercizio più volte durante la passeggiata in libertà e non utilizzare il “Vieni” per chiamare il cucciolo, solo poco prima di tornare a casa, altrimenti assocerà il “Vieni” con il termine di un’attività piacevole e tarderà a rispondere all’indicazione data.

4. Come insegnare la condotta al guinzaglio
Innanzitutto, ricordiamo quali sono le caratteristiche e le tipologie di un “collare ideale” una volta che decidiamo di abituare il nostro cucciolo all’applicazione di questo strumento. In commercio ve ne sono sicuramente dei più svariati modelli ma i migliori sono quelli che non esercitano una eccessiva pressione nella regione del collo. Tra questi vi sono le pettorine “No- pull” e i collari a cavezza, molto simili a quelli utilizzati nelle bardature per cavalli. Entrambi questi dispositivi oltre a possedere la caratteristica sopra ricordata sono utili per insegnare al cagnolino a “non tirare al guinzaglio”. Infatti il primo, passando sotto gli arti anteriori e poi circondando le spalle, determina un rallentamento del passo del cucciolo, una volta che esso inizi a tirare, in quanto le zampe anteriori vengono spinte all’indietro (Fig. 1).

Pettorina no pull

Anche il secondo (Fig 2) ha un effetto simile, dato che calzando sulla parte alta del collo, esercita una leggera pressione quando il cane tira nella parte opposta al guinzaglio, sfruttando lo stesso segnale che i cani utilizzano per comunicare con loro consimili il desiderio di controllo su di loro e la volontà di fermarli. Non sarà, dunque, necessaria nessun tipo di traduzione simultanea.
Se, invece vogliano orientarci un “collare” tradizionale è bene ricordare come esso non deve esse stretto particolarmente al collo del cagnolino (tra il collo e il collare devono passarci almeno 1-2 dita !), per non incutergli fastidio, ed aprirsi con facilità in quanto i piccoli potrebbero incastrarsi e, nel tentativo di liberarsi, procurarsi serie lesioni. Per abituare il cucciolo al collare basta semplicemente applicarlo per pochi minuti al giorno, facendolo giocare, in modo che il collare sia associato ad un’esperienza positiva.

Collare a cavezza

Per quanto riguarda il guinzaglio si dovrebbero prediligere quelli non allungabili in quanto tale strumento non è in grado di trasmettere nessun “messaggio”, sebbene bisogna ricordare che esso debba essere lungo almeno 1,5 m, a prescindere dalla fattura.
Una volta applicato, bisogna attendere che il cucciolo inizi a tollerarlo camminando tranquillamente trascinandolo dietro di sé. A questo punto, il proprietario, assumendo una “postura bassa” chiamerà il piccolo, tirando leggermente il guinzaglio.
Appena il cucciolo lo raggiungerà, il proprietario lo ricompenserà con un bocconcino. Quindi si ripeterà l’esercizio nell’ambiente esterno.
Per evitare che il cane in futuro “trascini il proprietario”, è necessario impartire un leggero strattone, fermarsi e cambiare direzione appena viene messo in tensione il guinzaglio. Invece, quando il cucciolo camminerà vicino al proprietario, quest’ultimo lo ricompenserà con un bocconcino.
In ogni caso, è impossibile tralasciare l’importanza che anche una passeggiata in libertà ha per il cane in quanto, soprattutto in occasione di eventuali incontri conspecifici, la presenza del guinzaglio (e, dunque, del proprietario) può impedire una corretta comunicazione. Di conseguenza bisognerebbe insegnare al cagnolino a non allontanarsi, anche se libero. Ciò è possibile iniziando dapprincipio con il cucciolo al guinzaglio. Si procederà, dunque, a battere le mani sulle cosce, esclamando “Vicino” e cambiando rapidamente la direzione di marcia. Appena il cucciolo esegue l’esercizio, camminando vicino alle ginocchia del proprietario, quest’ultimo lo ricompenserà. L’esercizio, una volta effettuato correttamente, verrà ripetuto senza l’ausilio del guinzaglio, ricordando, comunque, che se il cucciolo dovesse allontanarsi, è opportuno chiamarlo con il “Vieni” e non inseguirlo adottando la “postura alta”, altrimenti si allontanerà sempre di più intimidito dal messaggio trasmesso.

5. Come insegnare al cucciolo a giocare correttamente.
Uno dei motivi per cui godiamo della compagnia nei nostri amici animali è sicuramente l’allegria e la gioia che ci trasmettono quando giochiamo con loro. In ogni caso è bene ricordare come non tutti giochi, come già accennato nel corso dell’articolo, siano così indicati, in quanto, se non correttamente eseguiti, possono avere conseguenze anche molto spiacevoli. Sarebbe dunque sempre meglio indirizzare il nostro cucciolo verso giochi “di concentrazione” come, per esempio, l’esercizio del Riporto della Palla.
In questo caso, così come in tutte le occasioni in cui ci apprestiamo a voler giocare con il nostro animale, si inizierà solo dopo avere fatto sedere il piccolo, in quanto, ciò farà comprendere come siamo noi a gestire in ogni sua fase anche il comportamento ludico. Questo concetto è particolarmente importante; infatti, se consentiamo al cane di decidere quando iniziare e terminare il gioco, permettiamo ad esso di avere un comportamento dominante nei nostri confronti, il quale in seguito potrebbe causare incoerenze relazionali o generalizzare alle più svariate risorse (il cane deciderà dove dormire, dove, quando, come e cosa mangiare etc…).
La seconda fase del gioco, come facilmente deducibile, è caratterizzata dal lancio della palla a breve distanza, permettendo al cucciolo di riprenderla. Esso verrà chiamato facendo attenzione a mantenere la “postura bassa” di cui abbiamo già parlato e, dicendo “Lascia”, si aspetterà che esso lasci l’oggetto. Durante il gioco facciamo sempre attenzione alla posizione del nostro corpo e non “strappiamo” dalla bocca la palla al cagnolino, ma attendiamo che ce la restituisca volontariamente, lodandolo in seguito con un bocconcino prelibato. Questo perché i cani hanno un “senso del possesso” completamente diverso dal nostro, per cui un oggetto è considerato loro (anche se non lo è ! Es.: ciabatta del proprietario) nel momento in cui lo posseggono concretamente. Di conseguenza prendendogli la pallina dalla bocca, letteralmente gliela stiamo “rubando” per cui, in seguito non sarà sicuramente così facile convincerlo a riportarcela.
Se non abbiamo tutta questa pazienza, è comunque da ricordare che qualsiasi attività svolta con il nostro amichetto può essere da lui interpretata come gioco “ di collaborazione”, come, ad esempio, andare a fare la spesa, il ché comporterà il salire in macchina, l’aspettare il ritorno del proprietario, il scendere a fare un giretto e il salire in casa, magari senza guinzaglio.
Si potrebbero eseguire con il cagnolino anche dei giochi più “macho” come la lotta corpo a corpo (che comprende anche la presa con la bocca ) o il “tira e molla” benché il proprietario debba però avere la capacità di bloccare il gioco in qualsiasi momento, soprattutto se si osserva un eccessivo accanimento da parte del cucciolo. Ciò è possibile cogliendo il cane di sorpresa (soffiandogli, ad esempio, sul musetto) chiedendogli di esibire un comportamento più appropriato come il sedersi per un bocconcino di cibo o indirizzare il comportamento ludico verso un oggetto più appropriato (un giocattolo). Non si dovrebbe MAI riprendere gli animali colpendoli sul muso o picchiandoli sul posteriore, perché si insegna che un gioco violento induce una risposta del tutto simile, portando, dunque, il piccolo ad attaccare ciò che l’ha toccato. Se non si ha la fermezza di interrompere prontamente questi giochi, essi DEVONO ESSERE ASSOLUTAMENTE EVITATI in quanto incentivano comportamenti agonistici che potrebbero diventare veramente difficili da gestire.
Infine, si ricorda che i cuccioli giocano anche da soli per cui è opportuno lasciare a loro disposizione giocattoli non facilmente distruggibili o tossici. In commercio ve ne sono veramente di ogni fattura, ma sarebbe opportuno indirizzarci verso giochi che tengono sì impegnata la nostra piccola peste, ma che ne acuiscano anche l’ingegno. Un esempio è quello illustrato nella fig. 3: l’oggetto in questione è riempito di cibo e starà al cucciolo avere la capacità di far fuoriuscire i bocconcini dall’interno del giocattolo.

giocattolo-kong.jpg

6. Il cucciolo può rimanere da solo ?
Il cane, per definizione, è un “animale sociale” ossia instaura forti legami con il branco che, in natura, difficilmente abbandona. Di conseguenza, soprattutto nei primissimi mesi, lasciare il cucciolo per molte ore consecutive da solo in casa o in giardino non facilita una corretta forma di socializzazione e può determinare anche alterazione comportamentali. Queste si manifestano soprattutto durante le prime notti, quando il piccolo, staccato dalla madre, può andare incontro a disturbi del sonno e ad un aumento del comportamento eliminatorio se, appunto, solo. Quindi, almeno all’inizio consentiamo al cucciolo di dormire nella nostra stanza: ci sarà tempo per insegnargli quale sarà il suo “posticino” !
Ciò non comporta, però, che fin dai primi giorni, il nostro amichetto non debba essere abituato al distacco, anche se questo dovrà avvenire in modo graduale e con una metodica precisa in modo da evitare forme ansiose che possono scatenarsi proprio a causa della separazione.
Al fine di mettere in atto l’apprendimento, è opportuno che il proprietario “non saluti” il cucciolo prima di uscire anzi è necessario interrompere il contatto fisico e vocale almeno 20 minuti prima della dipartita. Infatti, il tono della voce, la dilatazione delle pupille e il contatto fisico non fanno che “tradire” il nostro “dispiacere” e la nostra “preoccupazione” che, avvertiti dal cucciolo possono determinare ansia. Al rientro, invece, bisogna non accogliere calorosamente il piccolo, soprattutto se quest’ultimo si presenta già notevolmente eccitato dall’evento, in quanto, in questo modo, si rinforzano positivamente i comportamenti iperattivi. Allo stesso modo non puniamo eventuali “manifestazioni di colpa” connesse con qualche danno effettuato nell’abitazione durante la nostra assenza (ricordo, comunque, che se il vicino non fa che lamentarsi delle grida di disperazione del cagnolino e al nostro rientro troviamo un vero e proprio disastro allora ci troviamo probabilmente nell’anticamera di un disturbo comportamentale ansioso da risolvere con la consulenza di uno specialista!); queste non sono che segnali di acquietamento che verrebbero, di conseguenza inibiti. In poche parole lodiamo il piccolo e salutiamo SOLO e UNICAMENTE quando esso si è calmato !

dottoressa Francesca Serafini

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27 Risposte a “La gestione del cucciolo”

  1. hentai brutal rape scrive:

    emm.. attractive ))

  2. Bruce scrive:

    la prego se puo’ mi risponda! La ringrazio per l’attenzione e cordialmente la saluto.

  3. mrmorgan scrive:

    Mi dispiace, ma oltre alla sua richiesta di risposta, non leggo alcuna mail e nessun contenuto…non so a cosa risponderle…
    Attendo una sua richiesta completa !
    Saluti

  4. Amy scrive:

    la prego se puo’ mi risponda! La ringrazio per l’attenzione e cordialmente la saluto.

  5. mrmorgan scrive:

    Gentile utente buon pomeriggio.
    Le avrei risposto molto volentieri…ma non c’era scritto nulla nel suo messaggio, se non la richiesta di aiuto ! Se mi scriverà qualcosa, le prometto che proverò ad aiutarla…
    Saluti

    –
    Massimo Sciannimanico, DMV
    Clinica Veterinaria Dannunziana
    Pronto Soccorso 24H24
    Centro Medico-Chirurgico d’Abruzzo
    Viale D’Annunzio, 241/2
    tel. 085-693490
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  6. Alessandra scrive:

    Buongiorno Dottore,
    ho acquistato da 6 giorni una cucciola di due mesi e mezzo di cocker spaniel inglese.
    A causa dei miei vicini disturbati dai suoi mugolii, la piccola è stata trasferita dai miei genitori in campagna.
    La notte dorme da loro e al pomeriggio viene a casa mia in città.
    Volevo sapere se è possibile lasciarla già da sola nel cortile di casa durante il giorno.
    Inoltre vorrei sapere se i continui spostamenti da un ambiente ad un altro possono causare stress nonché confusione nelle abitudini della piccola.
    Ringraziandola anticipatamente porgo cordiali saluti.
    Alessandra

  7. Vale scrive:

    Salve dottoressa…
    Da venerdì ho una cucciola di Yorkshire nata il 3giugno2010 e si chiama Phoebe
    E’ una peste..quando l’ho portata a casa pensavo piangesse ma nn ha mai pianto ed è molto affettuosa e giocherellona. Ha il primo vaccino e la sverminazione.il secondo vaccino lo dovrà fare il 3 agosto..le volevo fare una domanda…mi hanno detto ke nn posso farla uscire peró in casa la temperatura sfiora i 40 gradi e lei soffre molto…posso portarla fuori la sera (ke è un pó più fresco) tenendola in braccio e nn facendola stare a contatto con gli altri cani? Sinceramente l’ho fatta uscire una volta ed è stata brava e molto contenta… Grazie in anticipo

  8. mrmorgan scrive:

    Buongiorno a lei ! Di solito, nella nostra clinica sconsigliamo di portare fuori i cuccioli non perchè faccia così caldo, ma perchè è troppo alto il rischio di trasmissione di malattie da animali adulti ed eliminatori di virus. Sebbene il piano vaccinale iniziale non sia ancora terminato ed a condizione che lei NON faccia venire a contatto il cucciolo con altri animali (fino ad una settimana successiva al terzo vaccino), credo non ci siano particolari rischi per il giovane animale e questo ancor più perchè la nuova generazione di vaccini pare essere ancora più protettiva delle precedenti, incrementandone la loro efficacia.
    Cordiali saluti

  9. Rosa scrive:

    Salve dottore, sono una ragazza di 17 anni e ho da sempre desiderato un cane, il barbone è quello che mi ha colpito di più. Tuttavia, dovendo io andare a scuola e i miei genitori a lavorare, sarei costretta a lasciare il cucciolo solo per circa 7 ore: la mia idea sarebbe quella di predisporre un recinto in un ambiente isolato e lasciare tutto ciò di cui il piccolo ha bisogno durante la mia assenza. Secondo Lei ciò potrebbe causare disagi eccessivi o disturbi nel cucciolo? Ha dei consigli utili? Posso ugualmente adottare un cane? Grazie in anticipo.

  10. mrmorgan scrive:

    Gentile Rosa,
    la scelta è molto bella e la razza è davvero intelligente ! Però non credo che, almeno per i primi 7-8 mesi di età, sia il caso di lasciare da solo e per così tanto tempo un cucciolo…questo potrebbe influenzare l’educazione del giovane cane e procurargli dei problemi comportamentali da adulto…Cerchi di organizzarsi meglio, almeno nei suoi primi mesi di vita e vedrà che poi si godrà uno splendido animale, pacato ed intelligente, pronto a stupirla per anni ed anni.
    Cordiali saluti

    Massimo Sciannimanico, DMV

  11. domenico scrive:

    Gentile dottoressa,

    ho una cucciola di whippet di quattro mesi appena compiuti: normalmente, quando noi siamo in casa, è un’angelo; al nostro rientro da lavoro, troviamo però sempre qualche malefatta: giornali sbranati, vasi da fiori svuotati, angoli delle porte prese a morsi. Non viene mai lasciata sola oltre le cinque ore: non è un tempo breve ma, purtroppo, dobbiamo pure lavorare…
    Sono disperato: esiste un rimedio?

  12. mrmorgan scrive:

    Gentile signor Domenico,
    per cominciare io non sono un esperto comportamentalista e ad un bravo collega, esperto in questa materia, le suggerisco di rivolgersi (il migliore della sua città !). Poi le ricordo che a quattro mesi i cani sono cuccioli ed i cuccioli fanno danni…si sa…Inoltre, le cinque ore nella quali il cane è costretto a rimanere solo, sono un pò tantine…Dovrebbe limitarlo ad un’area ben definita della casa, per limitare i danni e parlare, come su detto, con un ottimo comportamentalista veterinario.
    La saluto e le consiglio pazienza…quando sarà più grande il suo Whippet le darà più soddisfazioni che problemi !

    Massimo Sciannimanico, DMV
    Clinica Veterinaria Dannunziana di Pescara

  13. anomis scrive:

    salve dottore,
    io ho un cane di 4 anni che ha paura di andare a fare i bisogni. io la porto in un vicoletto a fare i suoi bisogni ma da quando 2 cani l hanno assalita lei ha paura di andarci.
    questo lo fa solo con alcuni dei miei famigliari.
    Io volevo chiederle come fargli passare la paura.
    c’è un metodo?
    la ringrazio in anticipo. :)

  14. mrmorgan scrive:

    Gentile utente,
    per mail è davvero difficile affrontare questo argomento, anche perchè la terapia comportamentale necessita di specialisti che interagiscano con il paziente e con il proprietario. Potrebbe cominciare a portare il suo cane in altro luogo, per vedere se il comportamento del suo cane varia rispetto a quanto accade quando lo porta nel vicolo. Se la paura dovesse continuare, allora l’intervento di un comportamentalista sarebbe davvero necessario.
    La saluto cordialmente

    Massimo Sciannimanico, DMV
    Clinica Veterinaria Dannunziana di Pescara

  15. anomis scrive:

    la ringrazio per la risposta e per i consigli :)

  16. kate scrive:

    dottore,
    ho una cagnolina di 4 anni che quando corre con me quando si ferma le viene una specie di tosse,come se si affogasse io non so come fare perché ho provato a portarla dal veterinario ma quel giorno non c’era ed ora io non so i suoi orari,poi ho molti impegni…
    mi potete aiutare gentilmente perché vorrei capire che cosa succede.
    thanks you :)

  17. mrmorgan scrive:

    Gentile signora,
    purtroppo è necessario che lei faccia visitare la sua cagnolina da un “bravo” medico veterinario, perchè potrebbe trattarsi di una cosa banale (ad es. una tracheite), oppure di cosa ben più seria (patologia cardiaca) e qualsiasi mio suggerimento, per giunta senza aver visitato il paziente, potrebbe mettere a rischio la sua salute. Dunque, si rivolga alla clinica veterinaria migliore della sua città, per una visita accurata e professionale del suo amato cane.
    Cordiali saluti

    Massimo Sciannimanico, DMV
    Clinica Veterinaria Dannunziana di Pescara
    Centro Medico-Chirurgico d’Abruzzo

  18. kate scrive:

    tanks you dotctor I go to clinic veterinary

  19. fabio scrive:

    Ho un problema con il mio piccolo amico a quattro zampe.e’ un bull terrier miniature di 2/3 mesi,arrivato a casa 4 gg fa.il problema e’che nn mangia,o meglio,mangia pochissimo,e quello che mangia lo rimette e fa diarrea con un po’ di sangue vivo.cosadevo fare per farlo mangiare di piu’ e farlo stare meglio?la prego mi risponda presto..sono preoccupatissimo.grazie..fabio..

  20. mrmorgan scrive:

    Gentile signor Fabio,
    essendo un cucciolo le devo suggerire di non traccheggiare e di portare IMMEDIATAMENTE il cucciolo presso la migliore struttura veterinaria della sua città ! E’ necessario che medici competenti capiscano prima possibile di cosa si tratti perchè, in caso di una pericolosa gastroenterite infettiva, le chance sono maggiori se da subito ci si rivolge presso strutture veterinarie attrezzate.
    In bocca al lupo e saluti cordiali


    Massimo Sciannimanico, DMV
    Clinica Veterinaria Dannunziana di Pescara
    Centro Medico-Chirurgico d’Abruzzo

  21. fabio scrive:

    Fatto!!!oggi attila torna a casa!!!!ha avuto delle forti coliche,ora è in cura con antibiotici..il peggio dovrebbe essere passato..

  22. barbara scrive:

    salve dottore,
    vorremmo sapere come impedire al nostro cocker di 8 mesi,di mangiare qualunque cosa gli capiti a tiro.
    I suoi gusti spaziano dalla biancheria delle mie bambine(ovviamente sottratta in modo furtivo dalla cesta del bucato), ai giocattoli di qualunque materiale, non disdegnando carta, plastica e qualunque altra cosa riesca ad entrare nella sua bocca.
    e’ un cucciolo molto intelligente,ed ha imparato subito a fare i suoi bisogni fuori di casa, a camminare al guinzaglio senza tirare ed a stare seduto.
    ringraziando per i suggerimenti che vorrà fornirci, la salutiamo cordialmente.

  23. mrmorgan scrive:

    Gentile signora Barbara,
    non sono un comportamentalista, ma l’esperienza che ho con i cani mi ha permesso di far crescere molti animali in modo direi sicuro.
    Pochi trucchi e soprattutto con un Cocker…ma solo tanta tanta tanta prevenzione. La casa, quando arriva un cucciolo ed in particolar modo cuccioli di razze “particolari”, come il Boxer, il Cocker, il Beagle, ecc…deve essere bonificata a loro misura, cercando di evitare di lasciare nulla in giro ed alla loro portata, in grado di essere mangiata e/o danneggiata. Superata l’età critica, che direi può essere fra i 14-18 mesi, la stragrande maggioranza di loro “diventano grandi” e smettono di fare le sciocchezze dei cuccioli. Ma, nel frattempo…tantissima attenzione !!!
    Se proprio desiderasse qualcosa di più scientifico dei i miei consigli, le consiglio di cercare nella sua città un buon medico comportamentalista.
    Cordiali saluti

    –
    Massimo Sciannimanico, DMV
    Clinica Veterinaria Dannunziana di Pescara
    Centro Medico-Chirurgico d’Abruzzo

  24. Vanessa scrive:

    Salve dottoressa,
    Abbiamo adottato due trovatelli meticci di circa 60 giorni. Purtroppo nè i miei genitori nè quelli del mio ragazzo ci permettono di portare i cani a casa, quindi solo per la notte siamo costretti a lasciare i cuccioli nella sua officina, nel bagno con le finestre aperte con tutto ciò di cui loro hanno bisogno. Pensiamo di traferirci e vivere insieme, quindi si spera in una situazione breve e provvisoria. Pensa che questo causi gravi problemi ai cani?

  25. mrmorgan scrive:

    Gentile signora Vanessa, perdoni il ritardo della mia risposta.
    Certo è che sei dei cuccioli così giovani passano troppo tempo da soli ed in una età così importante come questa, qualche problema potrebbe esserci…Le consiglio comunque di passare più tempo possibile con i cuccioli, per evitare che lo stress della solitudine e del distacco dalla mamma possa creare loro delle turbe comportamentali.
    Saluti cordiali

    –
    Massimo Sciannimanico, DMV
    Clinica Veterinaria Dannunziana di Pescara
    Centro Medico-Chirurgico d’Abruzzo

  26. Ludovica scrive:

    Buongiorno dottoressa, avrei un’informazione da chiederle. Abbiamo adottato due mesi fa un cucciolo al canile, ora ha quasi cinque mesi e diciamo che non è mai stato da solo in casa, perché mia mamma ritiene che non sia abbastanza grande per poter provare… Lei pensa che sia ancora troppo piccolo, o posso iniziare ad abituarlo? Ovviamente per gradi… Ho paura che continuando a stare sempre con lui poi non si abituerà più! Grazie mille!!!

  27. mrmorgan scrive:

    Gentile signora Ludovica, direi che la risposta è assolutamente si ! Come giustamente scrive lei, lo faccia per gradi e pensi, nel caso non si abitui immediatamente, ad aiutare il cucciolo lasciando un suo indumento con i suoi odori, delle luci accese e se del caso anche la tv accesa, in modo che non si senta abbandonato.
    Saluti cordiali

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    Massimo Sciannimanico, DMV
    Clinica Veterinaria Dannunziana di Pescara
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