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La Riproduzione nel gatto

Informazioni generali
Pubertà: l’età media per l’inizio della pubertà nei gatti domestici è variabile. In genere i gatti mostrano i primi segni di estro quando raggiungono un peso corporeo di 2,3-2,5 kg, ovvero verso i 6-9 mesi di età, ma alcuni animali possono iniziare la pubertà a 4 mesi, oppure a 18 mesi di età.
Stagionalità estrale: in assenza di gravidanza o pseudo-gravidanza, la gatta mostra ripetuti cicli estrali in primavera, estate ed autunno, ogni 2-3 settimane. Nelle colonie di allevamento o se la gatta di casa ha luce anche alla sera, esse diventano riproduttori non stagionali e mostrano cicli estrali anche durante l’inverno.
Il periodo del calore dura in media da 3 a 10 giorni. In assenza di accoppiamento o di ovulazione spontanea, il periodo estrale può essere osservato ad intervalli di 10-14 giorni, per tutta la durata della stagione riproduttiva.
Accoppiamento ed ovulazione indotta: la gatta è considerata un animale ad ovulazione indotta riflesso-mediata, ovvero lo stimolo dell’accoppiamento induce un riflesso nervoso che stimola il cervello a produrre e liberare un ormone che dà inizio all’ovulazione. Se non avviene la fecondazione, le gatte vano incontro ad una pseudogravidanza (diversa per caratteristiche da quella delle cagne). Se invece avviene l’accoppiamento, ovviamente, comincerà tutta la fase della gravidanza. La diagnosi di gravidanza può essere confermata ecograficamente dall’11° al 14° giorno, con l’esame radiografico dal 40°-45° giorno.
Durata della gravidanza: la lunghezza media della gravidanza è di 63 giorni.
Numero dei cuccioli: tale numero varia da 1 ad 8, con una media di 4.
Fisiologia del parto: il cambiamento più evidente dell’imminenza del parto è dato dalla brusca discesa della temperatura corporea rettale. Nell’ultima settimana prima del parto, la temperatura può fluttuare fino a cadere repentinamente 8-12 ore prima del parto. Questa caduta della temperatura può arrivare fino ai 36° C. Alcuni giorni prima del parto l’animale si presenta irrequieto, ricerca l’isolamento o può essere eccessivamente attivo, rinunciando persino al cibo. Con l’avvicinarsi delle contrazioni uterine, la mamma può mostrare un comportamento materno e ricercare un luogo dove eseguire successivamente il parto. Nel tentativo di aumentare la temperatura corporea è possibile osservare dei tremori.

Fasi del parto
Primo stadio: dura dalle 6 alle 12 ore (a volte anche di 36 ore ed è considerato normale se la temperatura rimane bassa). Verso la fine di questo stadio, si osserva l’aumento della frequenza e dell’intensità delle contrazioni uterine.
Secondo stadio: dura dalle 3 alle 12 ore, raramente 24 ore. Entro 4 ore dall’inizio di questa fase si osserva il parto del primo feto.
Intervallo tra le nascite: l’espulsione del primo feto in genere è quella che richiede più tempo. In un parto normale, l’intervallo tra un feto ed un altro è di 5-120 minuti
Completamento del parto: di solito, il parto termina 6 ore dopo l’inizio del secondo stadio, ma può durare anche per 12 ore, durante le quali la mamma espelle con regolarità i cuccioli. Non è consigliabile che il parto duri per più di 24 ore, a causa di rischi anche gravi che interessano sia la madre che i feti (putrefazione).

Contattare il medico nel caso in cui avvenga uno dei seguenti fatti
* I tempi del travaglio si allungano, o scompaiono le spinte uterine.
* Dopo l’apparente completamento del parto, le condizioni della mamma non ritornano rapidamente ad un livello di normalità (mancanza di appetito, rifiuto ad uscire dalla cuccia, depressione dello stato mentale, ecc).

dottor Massimo Sciannimanico

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