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L’AIDS felino o FIV

L’AIDS felino (FIV, virus dell’immunodeficienza felina) è una patologia straordinariamente simile a quella umana, causata dal virus HIV (AIDS). La FIV è riscontrabile in molte parti del mondo e pare essere presente fin dagli inizi degli anni ‘60. Il virus è presente nella saliva ed i gatti infetti diffondono l’infezione attraverso i morsi, prevalentemente durante i periodi degli accoppiamenti. Sebbene i gatti neonati non risultino contaminati durante il periodo della gestazione, la loro infezione avviene invece successivamente, con l’assunzione del latte materno. In una intera cucciolata non è detto che tutti i gattini risultino infetti ed inoltre, sebbene qualsiasi gatto sia potenzialmente contaminabile da questa malattia, i soggetti maggiormente esposti ed a rischio sono i gatti maschi, interi, durante il periodo della riproduzione.
L’infezione può essere suddivisa in tre diversi stadi: una forma acuta, una subclinica ed uno stadio cronico. La fase acuta dura dai 3 ai 6 mesi ed è caratterizzata da uno stato di malattia di media intensità, caratterizzato da corti ed intermittenti episodi di letargia, da diminuzione dell’appetito e da febbre. Spesso questa fase può passare anche inosservata.
La fase subclinica dura da mesi ad anni. I gatti colpiti appaiono in salute, ma il loro sistema immunitario continua ad indebolirsi. Nella fase cronica della malattia il sistema immunitario, così provato dall’infezione, può cedere ad una moltitudine di problemi; i più comuni sono dati dalle infezioni croniche della bocca, dalle infezioni dell’apparato respiratorio, da malattie intestinali, da malattie fungine, da malattie oculari, da disordini del sistema nervoso, da tumori e dalla leucemia. Con l’avvicinarsi della fine della malattia, molti gatti sviluppano una cachessia progressiva, perdendo peso nel giro di alcune settimane. Nella FIV, il tempo medio che intercorre dalla diagnosi alla morte è di 5 anni (a meno che la malattia non sia già ad uno stadio avanzato).
Il virus responsabile della FIV non è in grado di contagiare né i cani, né le persone; dunque, i proprietari di gatti affetti da questa malattia non devono assolutamente essere allarmati. La castrazione dei gatti rappresenta una valida forma di prevenzione nei confronti della possibilità di contagio, poichè si riduce drasticamente il rischio che i Vostri gatti vengano a contatto o combattano con gatti randagi, potenzialmente infetti, a causa delle femmine in calore.

Punti principali del trattamento
1. Al momento non esistono trattamenti efficaci nei confronti del virus. La terapia è esclusivamente di supporto e/o specifica nei confronti delle altre infezioni che possono subentrare.

2. Avvenendo la diffusione della malattia esclusivamente tramite i morsi inflitti fra gatti, è consigliabile castrare i pazienti infetti, riducendo così quanto più possibile la diffusione della malattia.

3. Essendo danneggiato il sistema immunitario dei gatti infetti ed essendo questi ultimi così facilmente soggetti a recepire le malattie, si consiglia di ridurre al massimo i contatti con altri gatti.

Contattare il medico nel caso in cui avvenga uno dei seguenti fatti:
* Il Vostro animale si rifiuta di mangiare o Vi sembra essere particolarmente depresso.
* Il Vostro animale sembra disorientato, barcolla o Vi sembra non essere in grado di vedere.
* Il Vostro animale ha affrontato combattimenti con gatti randagi

dottor Massimo Sciannimanico

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5 Risposte

  1. mi sono trasferita un montagna,o meglio in una collina dell oltrepo pavese e molti mi hanno spaventata dicendomi che e’ molto diffuso aids e leucemia ma il veterinario vicino non sa bene cosa fare,dice che non c’e’ vaccina,nn c’e’ cura nn c’e’ rimedio.non so,cosa posso fare?un gatto e’ sterilizzato un altro no,avendone solo due non ho voluto esagerare…mi dica perfavore io non li sto facendo uscire ma soffrono moltissimo!

  2. marisa

    ho deciso di curare e poi di tenere Elvis, il gatto di mia mamma. aveva ascesso da morso, otite e congiuntivite. ora è guarito ma il nuovo veterinario ha suggerito il test per leucemia e fiv. risultato, negativo alla prima, positivo alla seconda. io ho già tre gatti, 13, 13 e 11 anni, sempre vissuti in casa-giardino. dopo tre mesi di difficoltà stanno imparando a convivere. Elvis è felice e io per lui.
    la mia prima domanda è: “il rischio per gli altri miei gatti è ridotto o nullo? sono tutti sanissimi”
    avendo eventualmente la possibilità di sistemare il gatto in altra casa avrei bisogno di capire cosa prospettare alla padrona. Elvis è sicuramente nella fase cronica, ora ha problemi di respirazione, a volte tosse e spesso si causa escoriazioni grattandosi. quindi la seconda domanda è: “che prospettiva di vita ha e rispetto alla fase in cui si trova che situazione clinica si prospetta?”
    sono veramente indecisa sul da farsi, a metà tra pensare al suo bene ma anche al bene di chi lo circonda …. grazie infinite per indicazioni e consigli..

    1. Gentile signora Marisa,
      sebbene lei non mi specifichi se il gatto è poi risultato positivo alla Leucemia od alla FIV, in entrambi i casi le possibilità di contagio con altri gatti con lui conviventi ci sono e non sono poche. Il mio suggerimento è di eventualmente far ripetere il test una terza volta e di trovare una soluzione per il povero Elvis nella quale non vi siano altri animali sani a contatto. Lui potrebbe vivere per anni, senza manifestare alcun sintomo…oppure cedere le armi ad una forma respiratoria od intestinale qualsiasi…Sono comunque malattie non curabili del gatto (per la FIV si può somministrare dell’interferone), trasmissibili con saliva e morsi ad altri animali.
      Saluti cordiali


      Massimo Sciannimanico, DMV
      Clinica Veterinaria Dannunziana di Pescara
      Centro Medico-Chirurgico d’Abruzzo

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